I benefici Forever dei prodotti di Aloe Vera - Quali sono i benefici dell' Aloe vera

GLI USI DELL'ALOE NELLA STORIA

Il nome Aloe deriva dalla parola ebraica “Allal” e si riscontra la sua presenza sulla scena dell’umanità da oltre 4000 anni, si pensi per esempio che nell’antico Egitto era definita la “pianta dell’immortalità”. I Faraoni consideravano L’Aloe un elisir di lunga vita, la desideravano come accompagnamento nel loro viaggio verso l’aldilà, insieme alle varie suppellettili della tomba. La tradizione voleva che l’aloe aiutasse i faraoni defunti a trovare il cammino verso la terra dei morti. Così si spiegano le piantagioni di Aloe presenti vicino alle piramidi e nelle strade che conducono alla Valle dei Re.
Tuttavia, non è solo la flora della regione a ricondurci alla presenza dell’Aloe: nel 1862, infatti, George Ebers scoprì un papiro egiziano risalente al 1500 a.C. che trattava l’argomento. Si è quindi scoperto che l’Aloe veniva utilizzato anche nella preparazione di sostanze per l’imbalsamazione perché assicurava lunga vita al corpo mummificato del faraone. Dalla morte alla vita l’Aloe era quindi utilizzata ad uso terapeutico.

Benefici dei prodotti di Aloe Vera
Benefici dei prodotti di Aloe Vera

Cleopatra era solita fare dei bagni di latte, nei quali aggiungeva anche l’Aloe perché era prodigioso per la sua bellezza. La bellissima regina era solita massaggiarsi il volto con il gel per renderlo splendente e rigenerare la pelle mantenendo un aspetto sempre giovane. Ne faceva anche un utilizzo di tipo curativo, infatti era raccomandato per trattare le infezioni della pelle e cicatrizzare le ferite, date la sua particolarità di penetrare in profondità. Nell’Egitto moderno è ancora oggi viva la tradizione circa le proprietà protettrici della pianta se collocata presso le abitazioni. Legare un fiocco rosso attorno alla pianta serve ad invocare l’amore, mentre uno verde la fortuna. Viaggiando per la storia gli Assiri ci raccontano che ingerivano il succo di Sibaru, ovvero l’aloe, per risolvere i disagi della digestione e la formazione dei gas intestinali. I Maya consideravano l’Hunpeckin-ci un rimedio per il mal di testa, il succo era preparato in infusione e veniva diluito con acqua, mentre le donne strofinavano il gel sui seni per velocizzare lo svezzamento dei piccoli, utilizzando il gusto amaro del gel. Arriviamo al I secolo d.C. sia Dioscoride, medico greco al servizio dell’impero Romano, sia Plinio il Vecchio, nella sua “Historia Naturalis”, descrivevano gli usi terapeutici del succo d’aloe per curare le ferite, i disturbi di stomaco, la stipsi, le punture d’insetto, il mal di testa, la calvizie, le irritazioni della pelle e i problemi del cavo orale. Nelle Filippine l’aloe è utilizzata insieme al latte per le infezioni renali. I riferimenti a questa pianta miracolosa si trovano anche nella Bibbia e nella leggenda di Alessandro il Grande secondo la quale questo conquistò l’isola di Socotra, nell’Oceano Indiano, per godere di una grande quantità di aloe per poter curare le ferite in battaglia dei suoi soldati.

Facendo un grande salto nella storia, ricordiamo la testimonianza di Cristoforo Colombo che, durante il viaggio per quello che si rivelerà essere il Nuovo Mondo, nel suo diario annotò: “quattro vegetali sono indispensabili per la salute dell’uomo: il frumento, la vite, l’ulivo e l’Aloe. Il primo lo nutre, il secondo ne rinfresca lo spirito, il terzo gli reca l’armonia, il quarto lo guarisce”. Dunque sin dai tempi più antichi l’Aloe era conosciuta ed apprezzata per le sue proprietà benefiche. Ai nostri giorni, dopo un lungo periodo di abbandono, è tornata a far parlare di sé. Il recupero è avvenuto a partire dal 1851 quando due ricercatori, Smith e Stenhouse, isolarono un principio attivo con proprietà lassative che chiamarono Aloina. Fu solo nel 1935 che Creston Collins e suo figlio rivelarono il possibile utilizzo dell’Aloe per sopperire agli effetti devastanti delle radiazioni. Alla fine degli anni ’50 il farmacista texano Bill Coats riuscì a stabilizzare la polpa con un procedimento naturale, aprendo le porte alla commercializzazione a uso industriale di prodotti a base di aloe. I problemi iniziali di ossidazione del succo che non poteva essere conservato a lungo venne inizialmente risolto con l’esposizione del gel ai raggi ultravioletti, ma questo procedimento alterava la sua composizione chimica. La pastorizzazione del gel a temperature superiori ai 60° e l’aggiunta di perossido d’idrogeno, avrebbe dovuto risolvere il problema della conservazione, ma anche questo tentativo fallì. Fu Bill Coats a realizzare il primo procedimento atto a conservare gli enzimi e le vitamine presenti nella pianta, il procedimento consisteva nell’incubazione del gel con aggiunta di vitamina C e vitamina E con sorbitolo. Chiudiamo questo viaggio nella storia della pianta dell’aloe con le parole del Mahatma Gandhi (1896-1948): “Mi chiedi quali forze segrete mi sostennero durante i miei lunghi digiuni? ebbene furono la mia incrollabile fede in Dio, il mio stile di vita semplice e frugale e l'aloe vera di cui scoprii i benefici alla fine del XIX secolo, al mio arrivo in Africa.”

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